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mezzi militari
Società Piemontese Automobili 1906-1949 indietro avanti
 
 
 
una delle prime gare automobilistiche di questo genere in Italia e nel mondo, la famosa "Targa Florio") la società cadde in una grave crisi finanziaria e fu costretta a ricorrere a nuovi capitali.
I Nuovi capitali furono apportati dal finanziere genovese Cesare Gamba già presidente della FLAG (Fabbrica Ligure Automobili Genova) innalzando il capitale fino a 4,5 milioni di lire, dando vita ad una fusione che fece cessare il marchio della FLAG e trasferire la nuova sede sociale della SPA a Genova in Via Corvette n°2 (gia sede della FLAG), mentre la direzione e le officine rimasero a Torino, inoltre venne anche decisa la nuova ragione sociale e SPA divenne così "Società Ligure-Piemontese Automobili" mantenendo il suo logo originale.
All'indomani della fusione venne aperto un nuovo reparto dedicato alla costruzione di motori per la nostra aviazione che fu affidata all'ing. Aristide Faccioli, che da subito progettò e costruì il famoso A6, un sei cilindri verticale che andò ad equipaggiare i famosi aerei della SVA (Savoia-Verduzzo-Ansaldo) che furono grandi protagonisti del primo conflitto mondiale.
Nel 1911 Michele Ansaldi lascia la SPA seguito quattro anni dopo nel 1915 da Matteo Ceirano.
Nel 1916 per esigenze belliche la quasi totalità della produzione SPA viene convertita nella
 
costruzione di autoveicoli militari, camion e motori d'aereo.
Tale fu il successo per la qualità e l'affidabilità di questi mezzi che furono
   
vinte più commesse (dall'allora Ministero della Guerra) di notevoli proporzioni grazie al fatto di aver superato la difficile prova (per quei tempi) di percorrere con un autocarro 800 km in 50 ore.
Dopo il primo conflitto mondiale nel 1918 nonostante che da una parte, il processo produttivo godesse di buona salute, dall'altra i ritardi nei pagamenti per conto dello stato mettevano di nuovo in crisi la SPA e l'attuale gruppo finanziario con a capo Cesare Gamba. Questi, come preoccupato per la possibilità che lo Stato non pagasse i propri crediti, pensò di
 
   
ancora