passare la mano ad un nuovo gruppo di finanziatori ligure facente capo ai F.lli
Pio e Mario Perrone , già azionisti di maggioranza dell'Ansaldo.
I nuovi capitali ridanno tanto vigore alla SPA, sia sotto il profilo produttivo
che di progettazione, da far sì che i primi anni del 1920 siano d'oro, il 13
febbraio 1923 la sede della SPA torna a Torino nello stesso anno s'immettono sul mercato
autovetture veramente innovative, come la Tipo 23 e 23 S, con un nuovo tipo
di radiatore detto a diedro o meglio a "punte"come si diceva all'epoca, con motore a
quattro cilindri di 2724cc, quindi la tipo 25 con un motore da 4398cc e la tipo 24
che adottò soluzioni meccaniche incredibili per l'epoca, in altre parole materiali
leggeri come l'alluminio in grandi quantità, motori bialbero, 4 valvole per cilindro e
doppia accensione con doppio magnete.
Intorno al 1925 il fallimento della "Banca nazionale di Sconto" fa precipitare il
gruppo Ansaldo Automobili sostentato principalmente da questa in una crisi tale
da coinvolgere anche la SPA poiché i finanziatori principali sono gli stessi i F.lli
Perrone che saranno costretti nel 1926 ad abbandonare l'impresa, nello stesso anno la
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FIAT rileva nella sua totalità la SPA.
La SPA vedrà venir chiusa dalla nuova proprietà la propria linea automobilistica
proprio nel momento in cui si potevano rinnovare le linee e i
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Il successo dell'autocarro SPA 25C10 sia in versione civile che poi militare farà da
trampolino di lancio per imponenti commesse militari e le scelte meccaniche molto sofisticate
e affidabili faranno il successo commerciale della SPA.
Dal 1926 fino a ridosso del secondo conflitto mondiale la SPA orienta esclusivamente la
propria produzione al settore militare, che spazierà dall'autocarro Dovunque 35,
al trattore d'artiglieria TL37, agli autocarri leggeri L39, ai motori per carri armati,
ai motori per autoblinde, ai motori per l'aviazione fino ad arrivare al 1947 dove
l'ultimo autocarro a potersi fregiare del
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